Ruolo dell’Alimentazione nella Sclerosi Multipla

Sclerosi Multipla e Alimentazione
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L’alimentazione  è un fattore molto importante per mantenere un benessere generale e un buono stato di salute, quindi avere una condotta alimentare sana può aiutare nella prevenzione di molte patologie.
Diversi studi scientifici hanno provato a valutare come l’alimentazione posso influire sulla Sclerosi multipla, prevenendola o rallentandone la progressione. Nei paesi dove la malattia è più diffusa l’alimentazione è basata su diete ipercaloriche, ricche di carboidrati raffinati e grassi saturi di origine animale.

Sclerosi Multipla e Alimentazione

Sono stati eseguiti diversi studi per stabilire la correlazione tra Sclerosi Multipla e alimentazione, ma al momento sono ancora pochi per esprimere giudizi importanti e nessuna dieta in particolare è associata a questa patologia. Nonostate questo si pone la questione di come gli alimenti e le molecole di cui sono composi potrebbero inasprire o migliorare i sintomi della Sclerosi Multipla e in generale come potrebbero favorire o downregolare i livelli di infiammazione.

Sclerosi Multipla e Vitamina D

I fattori ambientali, oltre a quelli genetici, sono corresponsabili dello sviluppo della malattia, che di per se ha una natura multifattoriale. Nessuno dei fattori ambientali come i bassi livelli di vitamina D, le infezioni virali o stili di vita non corretti da soli possono spiegare la malattia.  Per approfondimenti sulla Sclerosi Multipla vi rimandiamo ad un precedente articoli su cos’è la sclerosi multipla, le cause, terapie e trattamenti.

Tuttavia è bene riflettere sulla correlazione esistente tra Sclerosi Multipla, abitudini alimentari e stile di vita che alcuni studi hanno analizzato.

Distribuzione Geografica: la Sclerosi Multipla è più diffusa nei paesi occidentali con il reddito più alto e più distanti dall’equatore. Caratteristiche di questi paesi sono lo stile di vita sedentario, dieta ipercalorica ricca di grassi saturi di origine animale e ridotta esposizione al sole (OMS e MSIF 2008)

Effetto della migrazione: la migrazione da una zona ad alta incidenza di Sclerosi Multipla a un luogo a bassa incidenza prima dell’età di 15 anni evidenzia un rischio inferiore rispetto a quello osservato se la migrazione avviene successivamente. Questo aspetto può essere legato all’alimentazione piuttosto che a fattori ambientali [McLeod JG1, Hammond SR, Kurtzke JF. Migration and multiple sclerosis in immigrants to Australia from United Kingdom and Ireland: a reassessment. II. Characteristics of early (pre-1947) compared to later migrants. J.Neurol. 2012 Apr;259(4): 684-93.]

Bassa disponibilità di Vitamina D: un altro fattore legato alla dieta e alla distribuzione geografica riguarda I livelli ematici di vitamina D, che sono influenzati dalla latitudine perché correlate a minore esposizione alla luce solare. I pazienti con Sclerosi Multipla hanno generalmente un basso contenuto di vitamina D [18] ma questo è vero anche per altre malattie infiammatorie croniche.

Infiammazione post-prandiale: l’eccessivo consumo di grassi animali, una dieta ricca di zucchero e di carboidrati raffinati è associata ad infiammazione post-prandiale. [Erridge C, Attina T, Spickett CM, Webb DJ. A high-fat meal induces low-grade endotoxemia: evidence of a novel mechanism of postprandial inflammation. Am J Clic Nutr. 2007 Nov; 86(5): 1286-92]

Indice di massa corporea: il BMI prima dei 20 anni è associato a due volte il rischio di aumento della Sclerosi Multipla [Pilutti LA, Motl RW. Body mass index underestimates adiposity in persons with multiple sclerosis. Arch Phys Med rehabil. 2015 Oct 3.]. È da notare che il BMI è correlato con lo status della flora intestinale.

Allo stato attuale, alle terapie per la Sclerosi Multipla non è mai associato alcuna particolare dieta. Va comunque sottolineato che gli interventi nutrizionali dovrebbero essere complementari, ma non alternativi alla terapia.

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